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COMUNE DI CARBONIA
- La città fu fondata nel 1938, sotto la spinta delle
esigenze autarchiche del regime fascista, che imponevano una rapida
valorizzazione del comprensorio minerario sardo, sopratutto per lo
sfruttamento dei giacimenti di carbone. L'inaugurazione solenne, il 18
dicembre del 1938, sanciva anche l'inarrestabile decollo del centro, che
giunse ad avere (nel 1949) 48.064 residenti, con una popolazione effettiva
di circa 60.000 persone.
- Ma è necessario considerare che ne periodo
precedente le maestranze utilizzate in un modo o nell'altro per le
attività minerarie erano ben 18.000; nel 1970-75 invece, quasi tutte le
miniere chiusero i battenti. Eppure la città è riuscita a superare quella
che poteva rivelarsi una crisi inarrestabile, destinando in parte le su
forze economiche verso il commercio ed i servizi.
- La sua vista presenta notevole interesse
urbanistico, poiché la struttura viaria rivela il più importante esempio
di centro minerario pianificato d'Italia. Gli architetti del ventennio
fascista basarono lo sviluppo delle strade e dei quartieri sulla gradevole
Piazza Roma, dove si vedono le parrocchiale di S. Ponziamo, a vista, alta
27m, ed il teatro comunale; di fronte, il municipio, con i portici. Dietro
la Chiesa parrocchiale si trova l Piazza Matteotti, con i giardini
pubblici.
- A partire da questo settore centrale si irradiano
con regolare sequenza i vari edifici e quartieri, un tempo destinati ai
minatori, alle loro famiglie ed ai vari servizi connessi con la funzione
mineraria della città, ed ora variamente utilizzati. Intorno sorgono i più
recenti quartieri.
- Imboccando la Via Napoli, al n°4 si visita
l'interessante museo archeologico Villa Sulcis, realizzato nella bella
palazzina omonima.
- I dintorni di Carbonia offrono numerosi motivi di
interesse: innanzitutto geologico-minerario, ma anche turistico,
sopratutto per i resti archeologici del M. Sirai. La genesi dei depositi
carboniferi sulcitani viene fatta risalire all'Eocene, quando
un'alternanza di depositi calcarei e di periodi favorevoli allo sviluppo
di rigogliosa vegetazione provocò la stratificazione del materiale
vegetale, conseguente formazione di lignite, cioè appunto il carbone
Sulcis. Eccessivamente ricco di zolfo e dunque di scarsa qualità, in
relazione alle emissioni gassose provocate dalla sua combustione,
altamente inquinanti, ha necessità di costosi e complicati interventi di
desolforazione o gassificazione per poter essere utilizzato.
- Si può raggiungere, verso la periferia meridionale,
accanto alla ferrovia, la miniera Serbariu, una delle più importati, per
osservare l'ambiente dell'abbandonata attività di estrazione; non si può
fare a meno di notare le possenti, bellissime sagome metalliche dei due
pozzi d'estrazione, ancora intatti, simbolo delle origini della città
mineraria .
- Uscendo dalla città per Via Roma, si perviene nella
ss126; percorrendola verso nord, prima del bivio per Portoscuso (km 17,8),
presso il villaggio di Sirai m94 una deviazione di 2km conduce alla
FORTEZZA FENICIOPUNICA di M.Sirai m 191, uno dei siti archeologici più
interessanti dell'isola. La zona è innanzitutto splendidamente panoramica,
e dalla vista che il colle concede, su tutto il territorio e fino alla
costa, si intuiscono le ragioni del suo utilizzo militare fin dall'età
nuragica; sull'insediamento sardo e su quello fenicio del 650 a.c. i
punici, subentrati ai fenici nel dominio di Sulci (Sant'Antioco),
costruirono nel 550 a. c. le strutture militari e abitative che vediamo
oggi, riutilizzate successivamente dai romani.
- Dall'ingresso ci si dirige verso l'acropoli, cui si
accede attraverso i resti di una porta; si nota la pianta allungata per
circa 300m, la piazza centrale con la torre principale della fortezza (o
mastio), eretta dai fenici, e modificata dai punici con l'aggiunta di una
torre secondaria e, in periodo successivo, ora al museo di Cagliari.
Intorno a quest'area si delineano le strutture abitative per i soldati ed
i depositi di armi, materiali e derrate alimentari; le case più ricche
disponevano di vari ambienti e, in alcuni casi, di un luogo di culto
privato.
- La necropoli si trova a destra della strada di
accesso; vi si vedono tombe a fossa del periodo fenicio, con area di
cremazione, e tombe a camera ipogea, di periodo punico, con ingresso a
rampa di scalini e pilastro centrale.
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